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castelletto

Il "Castelletto"

 

Intorno al IV e V sec. d.C. a seguito delle continue invasioni di barbari ed altre popolazioni sorgevano sulle colline della zona fortezze e castelli dai nomi suggestivi: Castello di Re Matrucco, Castrum Theodorici e, sulle colline di Cappella, l'antico Castelletto. Queste costruzioni erano tutte collegate fra di loro e con la chiesa "Santissima" o "Mattarella" dall'antica strada panoramica collinare denominata "Valeria" di probabili origini paleovenete, della quale esiste tuttora un breve tratto. Alcuni scavi effettuati lungo i percorsi di queste vie hanno permesso di portare alla luce numerosi reperti storici. Diversi indizi fanno inoltre presumere che dal Castelletto partissero anche dei collegamenti sotterranei per garantire la comunicazione e vie di fuga verso le altre fortificazioni del luogo.

Il Castelletto, oltre che punto strategico di controllo del territorio, diede rifugio sia durante le invasioni barbariche, sia durante le incursioni degli Ungari e cinque secoli dopo dei Turchi. In particolare a seguito dei danni causati dagli Ungari fu ricostruito nel X sec. d.C.

 

Chiesetta della SS. Trinità (Mattarella)

 

Chiesetta della SS. Trinità (Mattarella)

La costruzione del primo nucleo di questa chiesa, detta anche della Mattarella dal nome di un antico proprietario del fondo, è databile intorno al VIII - IX sec. d.C. in epoca ancora barbarica Franco-Longobarda.

 

 

A testimonianza di ciò, oltre alla denominazione di "SS. Trinità" tipica di queste popolazioni ed al caratteristico pilastrino che sorregge la pila dell'acqua santa, nel 1949 è stato scoperto sull'unica parete rimasta della chiesa primitiva un antico affresco barbarico-bizantino di m 6 x 3 "Ultima cena" databile intorno al XI sec. d.C., di autore ignoto, portato a restauro conservativo dalla Sovrintendenza nel 1952.

Fu proprio in occasione dei lavori di restauro generale della chiesa nel 1952-53 che vennero scoperte anche le tipiche pavimentazioni e fondamenta a pianta rettangolare con piccola abside dell'antica "Capella Campestris" da cui il nome di Cappella Maggiore, edificata come era d'uso dai longobardi alla periferia delle città di un tempo.

Il ciclo pittorico che orna l'arco trionfale ed il presbiterio della Santissima è sicuramente uno fra i più interessanti esempi, nell'area pedemontana trevigiana e friulana, delle cosidette "Bibbie dei Poveri" incentrate sul tema cristologico in perfetta integrazione fra il Vecchio ed il Nuovo Testamento.

Fra i numerosi affreschi eseguiti nel XV sec. che ornano la chiesa citiamo la "Madonna del Melograno" di Antonello da Serravalle, "Apostoli ed Adorazione dei Magi" e la "Crocifissione" di Antonio Zago e l"Arco Trionfale" di Antonio Gner.

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